Due o più persone, un ambiente, chiari obiettivi
Tu diventi responsabile di quello che hai addomesticato.
Tu sei responsabile della tua rosa
(dal Piccolo Principe di Saint-Exupéry)
Il gioco. Qual miglior occasione e campo di osservazione dei legami e delle responsabilità reciproche?
Vale per i bambini che sanno mettere nelle proprie attività, soprattutto se legate al gioco, tutti gli sforzi, le abilità, le risorse in maniera radicale e completa. Ma vale anche per gli adulti, laddove possiamo comprendere nella sfera di significati del gioco tutte le azioni umane fatte di relazioni e di negoziati, scambi, piani e strategie.
Il comportamento del partecipante ad un gioco, collocato in un preciso contesto o campo, messo in relazione col comportamento degli altri più o meno numerosi partecipanti coi quali collabora o ai quali si contrappone, può diventare oggetto di studio e di sperimentazione.
I matematici von Neumann e Morgenstern, seguiti da altri fra i quali quel John Forbes Nash jr. del film “A beuatiful mind”, hanno formulato la Teoria dei Giochi: descrizione matematica del comportamento e delle relazioni laddove ci sia in palio una vincita.
I giochi non sono tutti uguali, ovviamente. Ma prima di differenziarsi per le regole, le ambientazioni, la durata, il numero di partecipanti si possono distinguere per il loro fine e per come questo possa essere raggiunto. Come influisce la decisione personale sull'esito di un gioco? Quali responsabilità legano l'uno all'altro i partecipanti nel conseguimento della possibile vittoria? L'obiettivo da perseguire non è necessariamente concorrente a quello dell'altro, anzi.
Spesso gli obiettivi possono essere coincidenti (quante volte potrebbero esserlo e non ce ne accorgiamo?). Oppure individuali. O divergenti da quelli comunemente intesi.
La teoria dei giochi prevede come condizione che tutti i giocatori siano a conoscenza delle regole del gioco e sappiano quali siano le conseguenze di ciascuna scelta.
La somma delle scelte di ciascuno porta alla conclusione del gioco che può essere positiva, neutra o negativa (vittoria, pareggio o sconfitta).
Se tra giocatori manca il confronto diretto (nel gioco della tombola ad esempio) si potrà uscire non vincitori ma con la sensazione di non aver nemmeno perso, restando nella condizione con la quale s'era iniziato il gioco. Se invece i giocatori sono in relazione fra loro e interdipendenti, sommando i risultati di ciascun giocatore si può ottenere una somma zero (dama e scacchi ad esempio), cioè chi vince ha esattamente ciò che l'avversario ha perso, in perfetto equilibrio. Questo succede quotidianamente nei conflitti. Eppure i modelli statistici e matematici applicati ai giochi “a somma zero” dicono che, se protratti nel tempo, determinano la sconfitta di tutti i giocatori. A buon intenditor poche parole.
Meglio che la somma fra risultati ottenuti sia diversa da zero, porti cioè a sostanziali vittorie di tutte seppur in gradi diversi. Questo è ciò che persegue il confronto di opinioni nella vita quotidiana che può, con l'aiuto magari di un valido mediatore, portare alla soddisfazione di tutti senza decretare vincitori e vinti. Un giocatore che sa ascoltare attivamente, che sa cooperare, che sa distogliere parzialmente l'attenzione dal proprio esclusivo obiettivo può, col tempo, essere vincente.
Campo d'osservazione privilegiato delle dinamiche di gioco e dei legami di collaborazione e responsabilità fra giocatori sono i cosiddetti role-playing game.
L'immersione nel mondo fantastico o talvolta simulato, la presenza vincolante di chiare regole interne, il coinvolgimento del giocatore con la sua personalità e la sua volontà, la missione collettiva da perseguire ripercorrono le dinamiche dello psicodramma dove una persona è portata a immergersi e recitare il proprio ruolo e poi il ruolo dell'antagonista dentro dinamiche relazionali.
I bambini entrano molto spesso in questi “giochi” imitando o simulando situazioni fantastiche.
Le vite dei bambini come degli adulti sono un “grande gioco” fatto di dinamiche, scelte, errori e obiettivi: tanto più si perseguirà la collaborazione, l'ascolto, l'empatia tanto più ci si sentirà lontani dalla sconfitta.
http://www.gametheory.net/