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Maestri di cosa?
LaRedazione 2008-06-27 17:00:52

Che mestiere fanno i maestri, che mestiere sognano? Questo numero ve lo chiede e non offre risposte. 

Scriveteci, rispondeteci, aiutateci a costruire una riflessione insieme, a pensare a una biografia di categoria, una descrizione intersoggettiva di questo mestiere, che potrebbe essere il più bello del mondo e invece è spesso una fatica solitaria e misconosciuta.





Re: Maestri di cosa?
LaRedazione 2008-06-28 22:50:08

Mi viene in mente come quando sei al mare che, per quanto cerchi di distrarti, di crearti nuove attività, torni sempre a lui, vieni magnetizzato e predomina su ogni tuo sentire… così è la scuola, così sono i bambini. Già, appunto, è un mestiere che ti fa dimenticare te stesso, ma ci devi essere se no non funziona… e allora non ci sono crisi personali, problemi familiari che tengano, o ci sei o non ci sei. Ti sembra spesso di dare a vuoto: non un riconoscimento, non una condivisione con le colleghe, che spesso di chiudono in classe loro; un braccio di ferro col Direttore tra didattica  e budget… e allora tutto viene caricato: l’handycap, il soprannumero, la mancanza di organizzazione e di condivisione di intenti, gli extracomunitari (anche quelli di passaggio), i caratteriali, i genitori che ti studiano e ti analizzano (tanto hanno già le loro idee) la collega megalomane, la collega psicologa che si pone sopra il trono al di fuori delle parti, le colleghe furbette (tanto lo stipendio è lo stesso) le commesse ancora più furbe… anzi le vere padrone della scuola, l’implorare un operaio per farti attaccare un chiodo, poi rinunciare e portarti il trapano a scuola, la mensa che deve sempre andar bene, perché da quando ci sono le commissioni guai a dire che non funziona………e allora la S C U O L A  S C O P P I A e te colei e allora non hai più voglia e tutto diventa pesante come un macigno da tirare e non riesci neanche a tirare a campare. Poi d’improvviso, mentre sei lì che stai scrivendo qualcosa su un foglio il suo piccolo proprietario che  ti guarda e ti dice: ti ricordi l’anno scorso, quando abbiamo fatto l’orto? e gli si illuminano gli occhi e a te si scalda il cuore, capisci che sei entrata con lui nella sua memoria, che hai costruito insieme a lui le sue conoscenze… oppure quando li vedi prima uno o una, poi 2 poi 3 o 4 che rifanno quella tecnica che tu gli avevi insegnato e che pensavi non fosse piaciuta perché non l’avevano usata in modo autonomo, e ora dopo tanti mesi la ritirano fuori. Allora ti torna in mente tutto. Perché hai scelto questo mestiere, perché sei lì. E non ti ricordi più di niente: le difficoltà il numero, l’assenza di gratificazione personale ed economica, la mancanza di dialogo…ascolti solo la risposta e il momento diventa infinito.


 Irma, insegnante (un po’ stanca) della scuola dell’infanzia


 





Re: Maestri di cosa?
LaRedazione 2008-06-28 22:52:16

Ben volentieri!
Negli utltimi tempi mi sono molto interessata di DISLESSIA e DISCALCULIA, organizzando anche un evento a Vigevano (Pv) con relatori dellì'AID (Associazione Italiana Dislessia - Milano) cui hanno partecipato 220 persone (soprattutto docenti di scuola primaria, secondaria 1° e 2° grado, nonché dirigenti scolastici, medici, psicologi e genitori.

Avete per caso in previsione di parlare di questo argomento sulla Vostra rivista durante il prossimo anno scolastico?
Potrei fornirVi anche informazioni sulle iniziative che si stanno prendendo (e che si sono già prese) nel nostro territorio per aiutare chi soffre di tali disturbi.
Se volete contattarmi, mandatemi una mail
paolafan@libero.it
Mi chiamo Paola Fantoni e insegno inglese presso l'ITI-Liceo Tecnologico Statale "G. CARAMUEL" di Vigevano (PV).




Re: Maestri di cosa?
Giures 2008-07-01 09:46:52

Volevo fare la maestra fin dalla prima elementare, ci sono riuscita e ne sono felice. E' una professione bellissima nella quale ad ogni luce corrisponde un'ombra, occorre molta forza emotiva e molto ottimismo, occorre a volte stare un po' fuori dalla realtà, quel tanto per non essere risucchiati dal vortice dei mulini a vento contro cui combattere è inutile. Allora, se lo sai, puoi concentrarti sul fantastico mondo di quei piccoli che imparano a vivere e puoi scoprire ogni giorno nuovi modi per accendere la luce nei loro occhi e questo può compensarti quasi sempre di tante altre situazioni in cui sperimenti solo fatica e amarezza. E poi diventi grande continuamente, cresci, impari, impari ancora nuove cose e sveli a te stesso mondi interi da poter conoscere, questo ti rende giovane più a lungo...


Auguri a tutti gli insegnanti del mondo


Giusi






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